È morta in completa solitudine. La lettera ritrovata dall’infermiera ci ha commosso...

È morta in completa solitudine. La lettera ritrovata dall’infermiera ci ha commosso fino alle lacrime!

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Le case di riposo di tutto il mondo sono piene di anziani. Queste persone soffrono di solitudine e vivono nell’attesa continua di una chiamata o di una visita da parte dei propri famigliari.

Oggi le persone sono sempre troppo impegnate per visitare i parenti, specie se anziani. Ci si pone altre priorità e gli anziani vengono lasciati nella più completa solitudine.

Questa è la storia di una donna che ha passato moltissimo tempo in una casa di riposo. Gli infermieri si sono presi cura di lei quanto potevano. L’hanno sostenuta fino alla fine, quando è morta nel sonno.

Mentre il personale di servizio stava ripulendo la stanza della defunta signora, ha trovato una lettera molto commovente. Si tratta di un poema che la donna ha scritto prima di morire.

Che cosa vedi, infermiera, che cosa vedi?

A che cosa pensi quando mi guardi?

Una vecchia irascibile, non molto saggia,

di abitudini incerte, con occhi distanti,

che sbava sul cibo e non risponde,

quando le dici “Voglio che ci provi.”

Una che sembra non notare le cose che fai,

che perde costantemente una calza o una scarpa,

una che, opponendo resistenza o no, ti lascia fare ciò che vuoi,

con il bagno o durante la cena, per farti riempire le tue giornate.

È questo ciò che pensi, è questo ciò che vedi?

Allora apri gli occhi, infermiera, perché è ME che stai guardando…

Ti dirò io chi sono, finchè ancora sono qui;

quando mi alzo o mangio su tua richiesta.

Sono una bambina di dieci anni, con un padre e una madre,

fratelli e sorelle, che si amano a vicenda,

una ragazza di sedici anni con le ali ai piedi,

che sogna di incontrare l’amore;

una giovane sposa di vent’anni, col cuore che sussulta,

ricordando i voti che ha promesso di mantenere;

a venticinque ho già un figlio,

che ha bisogno di un porto sicuro, di una casa felice;

una donna di trent’anni, mio figlio cresce velocemente,

abbiamo un legame indissolubile;

a quaranta, mio figlio è oramai grande, se ne è andato,

ma il mio uomo mi rimane accanto;

a cinquanta, ancora una volta, i bambini giocano sulle mie gambe,

ancora siamo circondati dai bambini, io e il mio amore.

Giorni bui per me, mio marito è morto,

guardo al futuro, tremo per la paura,

i miei figli sono oramai cresciuti,

penso agli anni passati e all’amore che ho conosciuto;

sono una donna anziana ora e la natura è crudele

la vecchiaia ti fa sembrare una pazza.

Il mio corpo si sta sbriciolando, la grazia e il vigore lo stanno abbandonando,

ora c’è una pietra al posto del cuore,

ma dentro questa vecchia carcassa c’è ancora una ragazza,

e di tanto in tanto il mio cuore malconcio si gonfia.

Ricordo le gioie, ricordo i dolori,

ho ripreso ad amare e a vivere la mia vita,

ripenso agli anni, troppo pochi, corsi via troppo velocemente,

e accetto il fatto che nulla dura per sempre,

quindi, apri gli occhi, infermiera, aprili e guarda bene,

non sono solo una vecchia irascibile, guarda meglio, infermiera, vedi ME!

Queste sono le ultime parole di una donna morente, di un’anziana dimenticata da tutti. Condividete il suo poema con i vostri amici per diffondere il suo messaggio toccante!

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