ELIMINARE LE CICATRICI DA QUALSIASI PARTE DEL CORPO IN MENO DI UN...

ELIMINARE LE CICATRICI DA QUALSIASI PARTE DEL CORPO IN MENO DI UN MESE: ECCO COME

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Come se la lotta contro l’acne non fosse già abbastanza difficile, dopo la pubertà devi affrontare anche le cicatrici e i segni lasciati dall’eritema post-infiammatorio. Tuttavia, sappi che è possibile sbarazzarsi di tutti questi inestetismi, basta trovare il metodo adatto per la tua pelle. Le tecniche per gestire e controllare le cicatrici sono molteplici e possono partire da semplici creme fino a interventi invasivi di chirurgia.

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Identifica il tipo di cicatrici presenti sulla pelle. Quelle prodotte dall’acne sono di quattro tipologie e, se ne conosci la natura, puoi scegliere il trattamento più indicato.
Le cicatrici icepick o “a pozzetto” sono le più comuni. Sono caratterizzate da profondi forellini sulla superficie.
Le cicatrici boxcar si formano soprattutto sulle tempie o sulle guance e sono caratterizzate da zone depresse con bordi angolati simili ai segni lasciati dalla varicella.
Le cicatrici a scodella conferiscono alla cute un aspetto increspato, le loro pareti si inclinano gradatamente, ai bordi sono superficiali ma diventano più profonde al centro.
I cheloidi (o cicatrici ipertrofiche) sono cicatrici spesse e sollevate che si formano a causa di un eccesso di collagene sintetizzato per riparare la lesione originale.

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Prova un trattamento topico per le cicatrici atrofiche. Con questo termine si intendono tutte le cicatrici non rilevate e che non sono cheloidi. In genere tale tipo di imperfezione cutanea risponde bene ai trattamenti topici che mirano a rafforzare la produzione di collagene. Cerca i prodotti che contengano:
Un alfa-idrossiacido (AHA). L’acido glicolico è uno dei tanti AHA disponibili. Affinché sia efficace, il prodotto da banco deve avere un pH compreso fra 3 e 4. Ricorda di applicarlo la sera, dato che gli alfa-idrossiacidi causano fotosensibilità. Durante il giorno spalma una crema con protezione solare e cerca di evitare l’esposizione ai raggi del sole quando segui questo trattamento. L’acido glicolico è sicuro anche in gravidanza, purché abbia una concentrazione inferiore al 10%.
Un beta-idrossiacido (BHA). Un BHA deve avere un pH compreso fra 3 e 4 affinché possa esfoliare la cute. Un esempio è l’acido salicilico; questo prodotto non deve essere usato dalle donne incinte.
L’acido retinoico o vitamina A. In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, devi avere la prescrizione medica per acquistare una crema con tretinoina, perché può causare difetti alla nascita nel caso la paziente fosse incinta. Chiedi al dermatologo quali effetti collaterali può generare questo prodotto.

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Fai un tentativo con la microdermoabrasione per le cicatrici atrofiche. Si tratta di una procedura che rende liscia la cute intorno alle cicatrici, uniformando così la superficie e rendendo i forellini e le imperfezioni meno visibili. La microdermoabrasione esfolia la pelle usando dei cristalli finissimi ed è relativamente indolore e incruenta. La procedura stimola l’organismo a produrre collagene sotto la cute; molti dermatologi la consigliano e la praticano nel loro ambulatorio.
Informati per trovare qualche consiglio. Se ti è possibile, parla con qualcuno che si è già sottopost a questa procedura per trattare le cicatrici acneiche.
Alcuni individui con cicatrici profonde evitano la microdermoabrasione e si sottopongono direttamente alla dermoabrasione, un processo più invasivo che interessa gli strati profondi dell’epidermide. Chiedi al dermatologo qual è la soluzione migliore per il tuo caso specifico.
Preparati alla convalescenza. La pelle sarà rossa e sensibile dopo il trattamento. Evita la luce diretta del sole per alcune settimane e applica sempre una protezione solare.

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Sottoponiti al peeling chimico. Grazie a questa procedura è possibile rimuovere il primo o i primi strati della cute in modo che si rigeneri una nuova pelle priva di inestetismi e macchie. Il peeling chimico dovrebbe essere sempre eseguito da un dermatologo o da un suo assistente, sebbene non sia un processo troppo doloroso – i pazienti in genere lamentano una leggera sensazione di pizzicore o bruciore.
Chiedi al dermatologo quale tipo di peeling è più adatto alle tue esigenze. Ci sono diverse soluzioni pensate per vari tipi di problemi cutanei e che agiscono a profondità differenti. I peeling chimici portano a risultati migliori quando vengono usati diverse volte.
Non restare al sole e usa sempre una crema con fattore di protezione. L’epidermide sarà estremamente sensibile dopo il trattamento, non rovinare un buon lavoro con una scottatura!

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Valuta i trattamenti laser. Questi sono adatti sia per le cicatrici atrofiche sia per i cheloidi. Esistono diverse procedure e il dermatologo sceglierà quella più indicata per il tuo problema.
Il laser resurfacing per le cicatrici atrofiche funziona in modo analogo alla microdermoabrasione. Il suo obiettivo è quello di lisciare la cute attorno alle cicatrici per ridurne l’aspetto e la visibilità.
I trattamenti con dye laser pulsato sono efficaci contro i cheloidi e le cicatrici rosse. Questa procedura induce l’apoptosi (la morte delle singole cellule) livellando le cicatrici sollevate e riducendo l’arrossamento.
Il laser Smooth Beam è poco diffuso in Italia, ma è in grado di migliorare l’aspetto delle cicatrici atrofiche aiutando l’organismo a ricostituire il collagene.

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Chiedi al medico qualche informazione in merito ai filler. A volte le cicatrici sono tanto profonde che i trattamenti superficiali non sono sufficienti da soli. In tal caso devi considerare la possibilità di iniettare dei “riempitivi”, chiamati anche filler, che sollevano le zone depresse rendendole meno evidenti.
L’unico aspetto negativo dei filler consiste nel fatto che questi materiali, con il tempo, vengono assorbiti dal corpo e quindi sono necessarie altre iniezioni ogni 6-12 mesi.

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Prova le iniezioni di steroidi. Gli steroidi, cioè i farmaci cortisonici, sono in grado di ammorbidire e poi restringere le cicatrici dure. Questo trattamento è molto efficace contro i cheloidi. Il medico inietterà il farmaco nel tessuto cicatriziale riducendone così l’arrossamento, il prurito o la sensazione di bruciore; allo stesso tempo il cortisone ammorbidisce e restringe la cicatrice.

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Come ultima risorsa puoi valutare la chirurgia. L’intervento è efficace ma ovviamente comporta dei rischi.
L’escissione con bisturi cilindrico prevede l’incisione della cute attorno alla cicatrice. La ferita viene poi suturata per eliminare il tessuto cicatriziale originale.
Se le cicatrici sono molto piccole, la sutura con ogni probabilità sarà solo una linea sottile sopra la zona dell’escissione; quando invece vengono trattate aree vaste, si rende necessario un trapianto di pelle che viene asportata da un’altra zona del corpo, in genere dietro l’orecchio.

fonte: it.m.wikihow.com

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