Figli Down? Per l’attrice Sally Phillips sei un mostro se abortisci

L’attrice Sally Phillips è stato accusata ieri di usare la sindrome di Down da cui è affetto il figlio per far sentire in colpa le madri in caso di aborto. “Coloro che scoprono che stanno portando in grembo un bambino con questa condizione sono messe troppo spesso sotto pressione da parte dei medici che consigliano di interrompere la gravidanza”, dice la Phillips in un documentario della BBC2 su suo figlio Olly, di dodici anni. Il programma, che andrà in onda mercoledì sera, è stato provocatoriamente intitolato “Un mondo senza la sindrome di Down?” ed esplora i benefici di essere genitori di un figlio disabile. Ma la signora Philips, che ha recitato ne “Il diario di Bridget Jones” e che ha interpretato Tilly nella sitcom della BBC “Miranda”, è stata accusata di aggiungere “ulteriori difficoltà” nei confronti delle coppie alle prese con l’aborto. Jane Fisher, del gruppo di supporto “Antenatal Results and Choices” ha dichiarato: “Si rischia di suggerire a chi ha deciso di abortire di aver fatto la scelta sbagliata”. Il dibattito è stato alimentato da un nuovo test in grado di diagnosticare la sindrome di Down con una precisione del 99%. Conosciuto come NIPT e dal costo che varia dalle 280 alle 900 sterline in clinica privata, ci si aspetta che venga introdotto nella sanità pubblica, ma qualcuno teme che porterebbe ad un aumento di aborti. I critici hanno anche messo in dubbio i legami tra le compagnie che vendono il test e coloro che lo promuovono, inclusa la signora Fisher. La Phillips ha dichiarato che avere Olly è la cosa migliore che le sia mai capitata e che è preoccupata quando sente le persone parlare della nascita di un figlio con la sindrome di Down come un disastro. Ha anche aggiunto che la prospettiva di un test che può portare tale condizione ad essere debellata è agghiacciante: “Non c’è mai stato un dibattito dal punto di vista etico su di esso”. La signora Fisher ha dichiarato ieri al The Observer: “Nessuno sta calunniando il figlio di Sally o sta cercando di invalidare il suo diritto ad essere qui, ma è troppo problematico avere una sola persona a rappresentare questo tipo di scelta”: La signora Fisher è una dei due specialisti di maternità – entrambi legati finanziariamente alle aziende che vendono il NIPT – presso il National Screening Committee, che raccomanda l’introduzione del test nella sanità pubblica. La Fisher ha dichiarato: ” Ci sono cinque aziende biotech che ci sponsorizzano. Si tratta di una piccola quantità di denaro. Chiariamo che non stiamo promuovendo alcun prodotto individuale.” Del gruppo fa parte anche il professor Alan Cameron, che ha dichiarato il suo coinvolgimento con il NIPT attraverso il suo lavoro in cliniche private e la sua posizione nel National Screening Comittee di vice-presidente del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists.

S.L.

(Websource/dailymail.co.uk)

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