LO MANGI TUTTI I GIORNI MA NON SAI CHE E’ IL NUOVO VELENO LEGALIZZATO: ECCO DI COSA SI TRATTA

Ci raccomandano di utilizzare sale iodato ogni giorno, soprattutto per prevenire disturbi legati alla mancanza di iodio, ma esso provoca effetti collaterali. Ecco quali:

L’uso del sale è molto radicato nella nostra società. Usato nella nostra cucina, questo condimento è composto principalmente da cloro e sodio, ma ce ne sono di diverse tipologie in commercio e possono essere presenti anche altre sostanze.

Il sale marino integrale non raffinato possiede, oltre agli elementi propri di questo condimento, fino a 70 minerali che sono essenziali per la salute del nostro organismo, quali : calcio, zolfo, magnesio, potassio, ferro e oligoelementi (stronzio, iodio, fluoro, manganese, argento, boro…).

Il sale che conosciamo maggiormente e che si usa più comunemente in cucina, presente in gran numero nei supermercati, viene sottoposto ad un processo di raffinazione; cioè sono state eliminate tutte le sostanze benefiche presenti, compreso lo iodio, ed è stato addizionato con sostanze sbiancanti, sostanze essiccanti come carbonati, silicati, ferro cianuro di potassio.

Alla fine del processo, il sale diviene bianco e il cloro e il sodio contenuti al suo interno si aggirano intorno al 99 per cento!

La concentrazione dello iodio chimico che viene aggiunto in Italia va da 25 µg. a 45 µg. per grammo di sale, ma nell’etichetta non ne viene specificata né la quantità né la provenienza.

Il Ministero della Salute, da alcuni anni, suggerisce l’uso di sale iodato, proprio il tipo di sale che oltre a essere stato raffinato con il processo suddetto e privato dello iodio naturale, è addizionato con iodio chimico proveniente da aziende che lo riciclano dai rifiuti speciali come inchiostri, mezzi di contrasto per radiografie e altre sostanze.

La cosa allarmante è che l’uso obbligatorio di sale iodato è divenuta una legge. Di seguito un articolo dell’Ansa che spiega le motivazioni di questa legge. A voi le dovute considerazioni.

Il 7 DIC a Roma è stata rafforzata la legge che dal 2005 incentiva la vendita di sale iodato nella grande distribuzione. Un disegno di legge che tra le altre cose introduce delle sanzioni per chi non rispetta le prescrizioni. Tutto questo è stato affermato da degli esperti della Associazione Italiana Tiroide (Ait) durante il loro congresso che si è chiuso proprio il 7 dicembre scorso.

Secondo i dati che sono stati riportati dall’osservatorio istituito dall’Istituto Superiore di Sanità la percentuale di sale iodato che è stato utilizzato dalle famiglie italiane nel 2013 si ferma al 54%, ben lontano dal 95% raccomandato dall’Oms e raggiunto da diversi paesi europei, dall’Austria alla Svizzera. Questo si traduce in un’incidenza ancora alta di gozzo e delle altre malattie tiroidee dovute alla carenza di iodio.

”Proprio la ristorazione collettiva, comprese mense e tavole calde, è la principale destinataria del rafforzamento della legge, che è contenuto in un disegno di legge delega che dovrebbe essere approvato a breve dal Consiglio dei Ministri” dichiara Alfredo Pontecorvi, endocrinologo dell’Università Cattolica di Roma.

Il provvedimento conterrà l’obbligo per queste categorie di usare il sale iodato, così come quello per la grande distribuzione di esporre manifesti che spieghino i vantaggi dall’uso del sale. Per la prima volta sono previste sanzioni fino a seimila euro. 

La dose massima di iodio che viene consigliata è circa 150 µg. al giorno; considerato che giornalmente si assumono 10-12 gr. di sale e che il sale iodato viene inserito nei cibi nei ristoranti, nelle industrie alimentari e purtroppo anche nei cibi per animali, si arriva ad assumere fino a dieci volte la dose di iodio giornaliera.

Alcune persone hanno dichiarato che in seguito aver ingerito del sale iodato hanno riscontrato tachicardia, spossatezza, insonnia. Immaginate cosa potrebbe succedere se venisse aggiunto sempre a quello che mangiamo…

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