Se hai carenza di vitamine D ecco la soluzione giusta ( LEGGI ARTICOLO )

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La vitamina D, anche nota come “vitamina del sole”, è indispensabile al nostro organismo per mantenere i corretti livelli di calcio e fosforo nel sangue, nonché per garantire la salute di cuore e sistema nervoso. La vitamina D favorisce inoltre l’assorbimento del calcio, contribuendo a formare e mantenere le ossa forti, scongiurando così il rischio di rachitismo e osteoporosi.

Le maggiori fonti di vitamina D sono l’alimentazione e l’esposizione al sole, poiché è sintetizzata dal nostro organismo proprio quando la pelle viene esposta ai raggi solari (appena 10 minuti di esposizione, si credono sufficienti a prevenirne la carenza). Le principali fonti alimentari sono invece pesce, uova, alcuni latti addizionati e olio di fegato di merluzzo.

I soggetti maggiormente esposti al rischio di deficit da vitamina D sono quindi rappresentati da coloro che trascorrono poco tempo all’aria aperta e che non assumono sufficienti fonti alimentari di vitamina D, come ad esempio i vegani. Particolarmente attenti a tenere sotto controllo i livelli di vitamina D dovrebbero poi essere le donne in gravidanza e allattamento, anziani, obesi e i bambini, ma anche coloro che sono affetti da sindrome da malassorbimento di grassi (come la fibrosi cistica) o patologie infiammatorie intestinali (per esempio il morbo di Crohn).

I principali sintomi associati a carenza di vitamina D sono dolore alle ossa, debolezza muscolare, crampi addominali, umore altalenante, tristezza immotivata e inspiegabile sudorazione delle mani. Si tratta tuttavia di sintomi generici, che non sempre fanno scattare i dovuti campanelli d’allarme. Spesso non ci si rende quindi conto di essere soggetti ad una possibile carenza di vitamina D fino a quando essa non viene diagnosticata a seguito di un esame del sangue. Nonostante i primi sintomi possano non rivelarsi tali da destare preoccupazioni, le conseguenze da deficit di vitamina D non sono tuttavia trascurabili. Queste vanno dalla diminuzione della forza muscolare a problemi legati alle ossa (compresa la comparsa dell’osteoporosi), aumento del rischio cardiovascolare, ritenzione di fosforo nei reni, comparsa di psoriasi, disturbi cognitivi negli anziani, asma nei bambini e persino aumento del rischio di cancro, soprattutto al colon-retto, alla prostata e al seno.

Particolari, poi, sono le implicazioni di carenza da vitamina D per la popolazione che vive nei paesi nordici: nel periodo invernale, le ore di luce qui diminuiscono infatti in maniera drastica, con la possibile conseguente comparsa dei sintomi legati alla depressione. Frequente è dunque in queste zone il ricorso ad integratori di vitamina D, regolatrice della sintesi di serotonina cerebrale, anche conosciuta come “ormone della felicità”.

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