Trombosi: pochissimi la conoscono, eppure uccide più dei tumori

Trombosi: pochissimi la conoscono, eppure uccide più dei tumori

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In Europa uccide più del cancro al seno e alla prostata, di incidenti stradali e AIDS messi assieme, ma due italiani su tre la ignorano. A rischio soprattutto le donne

di Elena Meli

Malattia misconosciuta

La trombosi consiste nella formazione di coaguli di sangue, che poi vanno a occludere vene o arterie provocando infarti, ictus e trombosi venose, o nella liberazione di emboli che colpiscono gli arti inferiori (la cosiddetta arteriopatia periferica) o i polmoni (embolia polmonare). È un problema molto frequente, tanto che si stima che ogni anno in Europa si muoia più per colpa della trombosi che per tumori al seno e alla prostata, incidenti stradali e AIDS messi assieme. In realtà si potrebbe anche prevenire: una delle situazioni a maggior rischio, ad esempio, è il ricovero ospedaliero visto che oltre metà dei casi si verifica in degenti o pazienti dimessi da poco, provocando più decessi delle polmoniti o delle temute infezioni ospedaliere. Prendere provvedimenti per ridurre la probabilità di una tromboembolia durante o dopo un ricovero è possibile, così come lo è condurre uno stile di vita sano che diminuisca al minimo la tendenza a formare trombi. «Una nostra indagine ha evidenziato che anche chi ha sentito parlare di malattie da trombosi non conosce la loro reale incidenza e ne sottovaluta la pericolosità», spiega Lidia Rota Vender, presidente ALT.

I consigli per prevenire la trombosi in estate
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Il rischio delle donne

Stando ai risultati dell’indagine, solo un italiano su tre conosce la parola “trombosi” e più della metà non sa che è un problema evitabile, soprattutto al centro-sud; anche chi ne ha sentito parlare, non sa quanto sia diffusa. «Ai partecipanti all’indagine è stato chiesto se nella donna colpisca di più il tumore alla mammella o la trombosi: la maggioranza non ha saputo rispondere, solo il 10 per cento ha dato la risposta corretta, indicando la maggior incidenza della trombosi – osserva Rota Vender –. Per le donne in menopausa questa malattia diventa infatti il nemico numero uno, tanto da provocare il 54 per cento dei decessi contro il 18 per cento che sono causati da tumori. A causa della disinformazione questo rischio è ampiamente sottovalutato ed è anche mediamente più tardiva la diagnosi, perché le manifestazioni cliniche “sfuggenti” delle malattie cardiovascolari nelle donne le rendono più difficili da riconoscere nel sesso femminile. La prevenzione è fondamentale, oltre che possibile, in entrambi i sessi, rinunciando alle cattive abitudini che mettono a repentaglio la salute di cuore e vasi come sedentarietà, fumo, alcol e cibi grassi».

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